VENERDI' 31 MAGGIO ALLE ORE 16 PRESSO IL LEM DI LIVORNO SI TERRA' IL CONVEGNO: La mobilità autonoma dei bambini in Italia
di Alfredo Alietti, Daniela Renzi, Monica Vercesi e Antonella Prisco
La mobilità autonoma dei bambini in Italia è una ricerca condotta e realizzata da Alfredo Alietti, Daniela Renzi, Monica Vercesi e Antonella Prisco. La ricerca è stata coordinata dal Laboratorio di Psicologia della Partecipazione infantile dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
La ricerca è stata realizzata grazie al finanziamento della Provincia di Roma e della Provincia di Monza e Brianza; inoltre ha ricevuto il patrocinio di COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi a base Cellulosica) e di FIAB
qui potete scaricare il report italiano della ricerca
Pagine, temi, approfondimenti
La bicicletta ...
"La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare 18 al posto di un'auto, se ne possono spostare 30 nello spazio divorato da un'unica vettura. Per portare 40mila persone al di là di un ponte in un'ora, ci vogliono dodici corsie se si ricorre alle automobili e solo due se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta"
Ivan Illich "elogio della bicicletta"
mercoledì 29 maggio 2013
mercoledì 3 aprile 2013
Sabato 4 maggio a Milano - arriva la rete della mobilità nuova
Anche la Fiab aderisce alla rete per la mobilità nuova.
Il 4 maggio si avvicina, "pedoni, pedali e pendolari" si apprestano a manifestare per uscire dalla immobilità che attanaglia l'Italia. Vicini alla paralisi sono soprattutto gli spostamenti locali, all'interno delle città o nelle grandi aree metropolitane. Ogni raffronto con l'Europa da risultati devastanti, un vero e proprio "spread" di cui poco si parla e che non compare in programmi di governo e delle forze politiche, salvo pochi e rari casi.
Sabato 4 maggio vi aspettiamo a Milano per il secondo appuntamento nazionale del movimento per la mobilità nuova dopo l'appuntamento del 28 aprile a Roma dello scorso anno.
giovedì 14 marzo 2013
BICITALYADAY2013 - SULLA TIRRENICA BI16 - ETRUSCHI BIKE
Due giorni di cicloturismo lungo il percorso "Etruschi Bike", tratto della ciclovia TIRRENICA Bicitalia N°16. (Tri-Bre Dolce variante Tirrenica alla ciclovia del Sole) 130 km senza salite impegnative, tra mare, pinete, borghi medievali e vigneti, fino alla incontaminata Cala Violina. Proposta di: Maria Gabriella, Fiab Ciclobby e Bernardo Celata, Fiab Livorno
PROGRAMMA DELLA PEDALATA
1 giugno
8.00 Livorno Stazione Centrale: In treno fino a Rosignano Solvay, con partenza da Livorno alle 8,26 (Regionale 11879 a Rosignano alle 08.47)
9.00 Stazione di Rosignano Solvay: in bicicletta a: Vada, Marina di Cecina, Marina di Bibbona, Bolgheri
12.00 Stazione di Bolgheri: Secondo ritrovo per chi scorcia la tappa: poi per il viale dei cipressi, e la strada del vino fino a Donoratico ,San Vincenzo, Baratti per arrivare infine a Venturina.
Per chi vuole scorciare la tappa eliminando invece la parte centrale, e pedalare così soltanto in pianura, potrà fare in treno il tratto Bolgheri-San Vincenzo (treni ore 11.53 e 13.24) concedendosi una pausa bagno aspettando di ricongiungersi alla carovana.
Pernottamento con formula di mezza pensione e accesso alle piscine termali a Venturina Hotel Terme. (www.hterme.it)
Lunghezza: Circa km 80 (54 per chi parte da Bolgheri), parte in riva al mare, parte in campagna.
Dislivello: alcune brevi salite (perlopiù saliscendi, dislivelli di circa m 50 ) nei pressi di Bolgheri ed alcuni cavalcavia, per il resto pianura.
2 giugno
Venturina - Cafaggio (eventuale escursione a Suvereto) -Riotorto – Torre Mozza – Follonica – Cala Violina –Follonica.
Lunghezza: Km 55 km (escludendo la visita a Suvereto, km 65 includendola): parte in campagna e parte in riva al mare.
Dislivello: alcuni cavalcavia e alcune salite tra Follonica e Cala Violina: la maggior parte brevi, una un po’ più lunga con dislivello circa di 100 m.
Ritorno IN TRENO
Costi: euro 80,00
La somma comprende Il biglietto ferroviario da Livorno a Rosignano con supplemento bici, l'assicurazione e la mezza pensione a Venturina
PER ISCRIVERTI SCARICA IL PROGRAMMA E LA SCHEDA DI ISCRIZIONE
1 giugno
8.00 Livorno Stazione Centrale: In treno fino a Rosignano Solvay, con partenza da Livorno alle 8,26 (Regionale 11879 a Rosignano alle 08.47)
9.00 Stazione di Rosignano Solvay: in bicicletta a: Vada, Marina di Cecina, Marina di Bibbona, Bolgheri
12.00 Stazione di Bolgheri: Secondo ritrovo per chi scorcia la tappa: poi per il viale dei cipressi, e la strada del vino fino a Donoratico ,San Vincenzo, Baratti per arrivare infine a Venturina.
Per chi vuole scorciare la tappa eliminando invece la parte centrale, e pedalare così soltanto in pianura, potrà fare in treno il tratto Bolgheri-San Vincenzo (treni ore 11.53 e 13.24) concedendosi una pausa bagno aspettando di ricongiungersi alla carovana.
Pernottamento con formula di mezza pensione e accesso alle piscine termali a Venturina Hotel Terme. (www.hterme.it)
Lunghezza: Circa km 80 (54 per chi parte da Bolgheri), parte in riva al mare, parte in campagna.
Dislivello: alcune brevi salite (perlopiù saliscendi, dislivelli di circa m 50 ) nei pressi di Bolgheri ed alcuni cavalcavia, per il resto pianura.
2 giugno
Venturina - Cafaggio (eventuale escursione a Suvereto) -Riotorto – Torre Mozza – Follonica – Cala Violina –Follonica.
Lunghezza: Km 55 km (escludendo la visita a Suvereto, km 65 includendola): parte in campagna e parte in riva al mare.
Dislivello: alcuni cavalcavia e alcune salite tra Follonica e Cala Violina: la maggior parte brevi, una un po’ più lunga con dislivello circa di 100 m.
Ritorno IN TRENO
Costi: euro 80,00
La somma comprende Il biglietto ferroviario da Livorno a Rosignano con supplemento bici, l'assicurazione e la mezza pensione a Venturina
PER ISCRIVERTI SCARICA IL PROGRAMMA E LA SCHEDA DI ISCRIZIONE
martedì 12 febbraio 2013
3 MARZO - giorno delle ferrovie dimenticate - Pedalata sulla Montebamboli - Carbonifera
Nell'entroterra della maremma, al confine tra le province di Livorno e Grosseto alla riscoperta di una linea ferroviaria, a trazione animale, che servì nel corso del XIX secolo al trasporto dela lignite dalle colline metallifere al mare.
Ritrovo alle 07.30 alla Stazione di Livorno (regionale delle ore 08.04)
Secondo ritrovo alle 9.00 alla stazione di Follonica con partenza alle 09.30
Percorso di media difficoltà di circa 45 km su asfalto e strada bianca, con alcuni tratti a fondo naturale. Le famiglie potranno saltare il tratto con maggior dislivello e peggiore fondo con una variante che accorcerà il percorso a 30 km. Pranzo all'ostello verde la Baciocca. Organizzato dalla cooperativa il Nodo con il contributo di Fiab Livorno e Fiab Grosseto.
Ritrovo alle 07.30 alla Stazione di Livorno (regionale delle ore 08.04)
Secondo ritrovo alle 9.00 alla stazione di Follonica con partenza alle 09.30
Percorso di media difficoltà di circa 45 km su asfalto e strada bianca, con alcuni tratti a fondo naturale. Le famiglie potranno saltare il tratto con maggior dislivello e peggiore fondo con una variante che accorcerà il percorso a 30 km. Pranzo all'ostello verde la Baciocca. Organizzato dalla cooperativa il Nodo con il contributo di Fiab Livorno e Fiab Grosseto.
Il percorso risale la costa su pista ciclabile fino a Torre Mozza, scavalca la SS1 e procedere sulla vecchia Aurelia fino a Vignale. Da Riotorto si entra nella SP 21, intercettando il vecchio tracciato della ferrovia del carbone fino a Casalappi, dove la SP 22 ricalca proprio il vecchio sedime. Al km 22 si interseca la SP 19 di Montioni e proseguendo dritto (loc Calzalunga) si arriva al primo guado sul torrente Milia. Siamo ormai sotto Montebamboli. Da qui, affrontando ancora alcuni guadi bici alla mano, si arriva alle vecchie miniere di lignite di Montebamboli, da dove partiva il minerale destinato all'imbarco sulla costa tirrenica. Il rientro, prevede una ripida ma breve salita fino al borgo di Montebemboli, (in alternativa il rientro al ritroso sul percorso fino a Calzalunga) da dove inizia una lunga discesa che ci porta al punto sosta presso l'ostello verde "La Baciocca" (sosta pranzo, arrivo previsto 13,30)
Ritorno libero alla stazione di follonica (13 km in asfalto sulla provinciale)
Ritorno libero alla stazione di follonica (13 km in asfalto sulla provinciale)
per info e prenotazioni
Monica: 3454441169 info@labaciocca.it
info sul percorso:
Angelo: 3292157746 grossetociclabile@gmail.com
qui la traccia in gps
Monica: 3454441169 info@labaciocca.it
Angelo: 3292157746 grossetociclabile@gmail.com
qui la traccia in gps
giovedì 31 gennaio 2013
Alcune considerazioni sulla sicurezza- di Luciano Chirici

Il riferimento a quanto dichiarato, alcune settimane fa, dal Presidente dell’ACI Livornese circa l’impegno esagerato che l’Amministrazione Comunale dedica alla costruzione delle piste ciclabili offre l’occasione per alcune riflessioni. Ne è l'occasione anche la tragica morte di un ciclista proprio questa mattina in via del Levante a Livorno.
L’uso della bicicletta nella mobilità cittadina è naturalmente limitato dalle attuali condizioni di circolazioni che risultano pericolose. Le cause ricorrenti degli investimenti di ciclisti da parte degli autoveicoli sono attribuite dagli organi di polizia a:
- mancato rispetto del segnale di “Stop” o del diritto di precedenza ;
- mancato rispetto del margine laterale destro
In entrambi casi la sistematica sottostima dei ciclisti da parte dei conducenti degli autoveicoli è all’origine degli ’incidenti. Il ciclista è relativamente lento , poco visibile e vulnerabile rispetto agli utenti “pesanti “ . La sua sicurezza dipende dalle caratteristiche del percorso ma anche , in gran parte dalle sue capacità fisiche, il suo equilibrio , la sua agilità, la rapidità dei suoi riflessi e, molte volte, dalla sua esperienza di saper anticipare il comportamento dei guidatori degli autoveicoli. . In assenza di infrastrutture che consentano la circolazione in sicurezza, nell’approccio tra le zone abitative periferiche e il centro cittadino, l’utente sceglie l’itinerario diretto magari usando , quando ci sono gli ampi marciapiedi perche l’invasione delle auto , specialmente con la sosta al lato della carreggiata, naturale percorso dei ciclisti, ha creato una mancanza di sicurezza che ha contribuito all’incertezza sull’uso del mezzo a due ruote. I bambini costituiscono un gruppo a parte ,meno capaci degli adulti di scegliere il loro itinerario in funzione delle loro capacità hanno bisogno di essere guidati e protetti. I percorsi verso le scuole meritano dunque una attenzione particolare ed i tecnici potrebbero avvalersi dei suggerimenti dei genitori e degli scolari per la scelta di itinerari sicuri.
Queste ragioni inducono a considerare ciclisti e pedoni non solo categorie a rischio per ragioni oggettive , ma anche categorie soggettivamente deboli di fronte alle insidie del traffico .Solo con il supporto di efficaci e diffuse misure di sicurezza si può sperare di ampliare la fascia dei ciclisti urbani . Questi hanno necessità di usufruire di attrezzature per il loro spostamento che siano immediatamente individuabili sia per chi le usa ma anche per chi le deve rispettare con continuità.
E’ da ritenersi , quindi , che offrire al ciclista urbano ( compreso anziani e bambini ) una rete funzionale di piste ciclabili , che consenta di spostarsi nei diversi punti della città in sicurezza sia una condizione essenziale per sviluppare l’abitudine all’uso della bicicletta, un mezzo che occupa poco spazio, non fa rumore , non inquina l’aria. Quanto L’Amministrazione Comunale livornese sta effettuando in tal senso è da considerarsi, pertanto, essenziale e positivo.
Riguardo al casco, qualcuno probabilmente desidera, rendendo il casco obbligatorio ai ciclisti, mettersi in pace con la propria coscienza. E così ancora una volta si cerca un alibi per rinviare la soluzione del problema, che dovrebbe essere quella di mettere al sicuro la mobilità limitando fortemente l’uso delle auto e lo spazio ad esse dedicato. Luciano Chirici
venerdì 4 gennaio 2013
Perchè accanirsi contro le Biciclette? Su ILTIRRENO del 4 gennaio 2013
di Luca Difonzo
Sul Tirreno di oggi (3 gen 2013) il Presidente dell' ACI di Livorno, Franco Pardini, a margine dell'articolo di Mauro Zucchelli sulla sicurezza stradale afferma che: “...non si investe abbastanza sulla viabilità ma si rastrellano tutte le risorse possibili per le piste ciclabili......riempiamo la città di piste ciclabili quasi deserte e ci si dimentica di spendere per strade percorse ogni giorno da migliaia di auto..”. L'ACI non è nuova a questo genere di affermazioni che sembrano avere come unico scopo quello di tentare di far credere che la mobilità debba essere il risultato di una concertazione tra il partito delle auto, quello dei ciclisti, quello dei pedoni e quello del trasporto pubblico. Non ha il minimo senso e lo dico da cittadino che è , come moltissimi altri, contemporaneamente automobilista, ciclista, pedone oltre che socio ACI. Per prima cosa le piste ciclabili sono tutt'altro che deserte, basta guardarsi intorno per accertarsene. In Toscana un abitante su due va in bicicletta e il dato è in continua crescita (invito a leggere il rapporto ufficiale della Regione Toscana sulla mobilità ciclabile e le nuove azioni normative per il suo sviluppo emerse al convegno del 10 dicembre scorso organizzato da FIAB a Livorno). Non solo la Regione Toscana ma tutte le Istituzioni, il Parlamento e la Comunità Europea, i Governi Nazionali, l'Organizzazione Mondiale per la Sanità, solo per fare degli esempi, pongono la mobilità ciclabile e pedonale al centro della necessaria modernizzazione della mobilità urbana, condizione imprescindibile per la riqualificazione delle città ed ineludibile per agire sul numero delle vittime della strada. Investire in strutture destinate all'utenza debole, ciclisti e pedoni, è un dovere di ogni amministratore. Non è la mia associazione (la Federazione Italiana Amici della Bicicletta) a dirlo ma , indirettamente, la stessa ACI nel suo rapporto (ACI-ISTAT) sulla sicurezza stradale aggiornato al 2011! (qui il commento FIAB) In esso si legge che nel decennio 2001-2011 gli automobilisti morti sulle strade si sono ridotti del 56 %, mentre per l'utenza debole il risultato è stato marcatamente meno soddisfacente (-37% pedoni, -13% ciclisti, - 30% motociclisti). I ciclisti morti nel 2011 sono stati 283 contro i 263 del 2010 (unico segmento, tra l'altro che ha visto un aumento), si muore più in bicicletta che sul ciclomotore afferma la stessa ACI. Inoltre la riduzione dei morti in questo decennio è avvenuta soprattutto in campo extra urbano mentre purtroppo quasi niente è cambiato nelle città dove l'80% delle vittime è da ricondurre all'utenza debole. Non sto ovviamente dicendo che non dobbiamo occuparci di ciò che avviene in autostrada e nelle strade extraurbane dove la velocità causa i più gravi incidenti, come ciascuno di noi, vorrei che sia i 388 morti sulle autostrade italiane che i 283 ciclisti deceduti nel 2011 potessero diventare pari a zero nel prossimo rapporto ACI.
Per cercare di portare a zero il numero totale delle vittime della strada (3.860 nel 2011) l'ultima cosa che dobbiamo fare è disprezzare le ciclabili. La prima è invece ricordare a tutti noi automobilisti che si deve guidare con grande prudenza, rispettando rigorosamente i limiti di velocità, su auto in perfetto stato di manutenzione. La seconda che in città si deve andare il più possibile a piedi , in bicicletta e sul mezzo pubblico. La terza che devono aumentare gli interventi sistematici di moderazione del traffico, la creazione di zone 30 e di isole ambientali urbane che in tutta europa vedono la pacifica convivenza tra tutti i sistemi di mobilità. Le città ed il Paese, automobilisti compresi, hanno un vitale bisogno di incrementare esponenzialmente tutte le azioni e le infrastrutture destinate alla sicurezza ed al benessere dell'utenza debole. Da socio ACI gradirei che il mio presidente lavorasse per diffondere la cultura della buona mobilità piuttosto che polemizzare sulla costruzione delle ciclabili.
Sul Tirreno di oggi (3 gen 2013) il Presidente dell' ACI di Livorno, Franco Pardini, a margine dell'articolo di Mauro Zucchelli sulla sicurezza stradale afferma che: “...non si investe abbastanza sulla viabilità ma si rastrellano tutte le risorse possibili per le piste ciclabili......riempiamo la città di piste ciclabili quasi deserte e ci si dimentica di spendere per strade percorse ogni giorno da migliaia di auto..”. L'ACI non è nuova a questo genere di affermazioni che sembrano avere come unico scopo quello di tentare di far credere che la mobilità debba essere il risultato di una concertazione tra il partito delle auto, quello dei ciclisti, quello dei pedoni e quello del trasporto pubblico. Non ha il minimo senso e lo dico da cittadino che è , come moltissimi altri, contemporaneamente automobilista, ciclista, pedone oltre che socio ACI. Per prima cosa le piste ciclabili sono tutt'altro che deserte, basta guardarsi intorno per accertarsene. In Toscana un abitante su due va in bicicletta e il dato è in continua crescita (invito a leggere il rapporto ufficiale della Regione Toscana sulla mobilità ciclabile e le nuove azioni normative per il suo sviluppo emerse al convegno del 10 dicembre scorso organizzato da FIAB a Livorno). Non solo la Regione Toscana ma tutte le Istituzioni, il Parlamento e la Comunità Europea, i Governi Nazionali, l'Organizzazione Mondiale per la Sanità, solo per fare degli esempi, pongono la mobilità ciclabile e pedonale al centro della necessaria modernizzazione della mobilità urbana, condizione imprescindibile per la riqualificazione delle città ed ineludibile per agire sul numero delle vittime della strada. Investire in strutture destinate all'utenza debole, ciclisti e pedoni, è un dovere di ogni amministratore. Non è la mia associazione (la Federazione Italiana Amici della Bicicletta) a dirlo ma , indirettamente, la stessa ACI nel suo rapporto (ACI-ISTAT) sulla sicurezza stradale aggiornato al 2011! (qui il commento FIAB) In esso si legge che nel decennio 2001-2011 gli automobilisti morti sulle strade si sono ridotti del 56 %, mentre per l'utenza debole il risultato è stato marcatamente meno soddisfacente (-37% pedoni, -13% ciclisti, - 30% motociclisti). I ciclisti morti nel 2011 sono stati 283 contro i 263 del 2010 (unico segmento, tra l'altro che ha visto un aumento), si muore più in bicicletta che sul ciclomotore afferma la stessa ACI. Inoltre la riduzione dei morti in questo decennio è avvenuta soprattutto in campo extra urbano mentre purtroppo quasi niente è cambiato nelle città dove l'80% delle vittime è da ricondurre all'utenza debole. Non sto ovviamente dicendo che non dobbiamo occuparci di ciò che avviene in autostrada e nelle strade extraurbane dove la velocità causa i più gravi incidenti, come ciascuno di noi, vorrei che sia i 388 morti sulle autostrade italiane che i 283 ciclisti deceduti nel 2011 potessero diventare pari a zero nel prossimo rapporto ACI.
Per cercare di portare a zero il numero totale delle vittime della strada (3.860 nel 2011) l'ultima cosa che dobbiamo fare è disprezzare le ciclabili. La prima è invece ricordare a tutti noi automobilisti che si deve guidare con grande prudenza, rispettando rigorosamente i limiti di velocità, su auto in perfetto stato di manutenzione. La seconda che in città si deve andare il più possibile a piedi , in bicicletta e sul mezzo pubblico. La terza che devono aumentare gli interventi sistematici di moderazione del traffico, la creazione di zone 30 e di isole ambientali urbane che in tutta europa vedono la pacifica convivenza tra tutti i sistemi di mobilità. Le città ed il Paese, automobilisti compresi, hanno un vitale bisogno di incrementare esponenzialmente tutte le azioni e le infrastrutture destinate alla sicurezza ed al benessere dell'utenza debole. Da socio ACI gradirei che il mio presidente lavorasse per diffondere la cultura della buona mobilità piuttosto che polemizzare sulla costruzione delle ciclabili.
giovedì 3 gennaio 2013
Groningen
Segnaliamo questo articolo di Valerio Parigi sul sito della FIAB:
"Uitgezonderd", una parola magica?
Si apre una serie di piccoli e grandi reportage focalizzati ogni volta su un aspetto, una soluzione, una certa città europea, una illuminazione appunto per sviluppare la ciclabilità nelle città italiane ...
Siamo nella mitica Groningen in Olanda, dove una parola sembra creare mondi di sogno......continua..
"Uitgezonderd", una parola magica?
Si apre una serie di piccoli e grandi reportage focalizzati ogni volta su un aspetto, una soluzione, una certa città europea, una illuminazione appunto per sviluppare la ciclabilità nelle città italiane ...
Siamo nella mitica Groningen in Olanda, dove una parola sembra creare mondi di sogno......continua..
Iscriviti a:
Post (Atom)





