1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle "Zone 30" e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell'arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell'anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città
Pagine, temi, approfondimenti
La bicicletta ...
lunedì 19 marzo 2012
Caro Sindaco, #salvaiciclisti
sabato 11 febbraio 2012
APPELLO DEL TIMES "Cities fit for cycling"
sabato 10 dicembre 2011
Inagurato il primo tratto della ciclabile di viale Boccaccio a Livorno
mercoledì 3 agosto 2011
7 settembre 2011 Convegno Muoversi in Bicicletta
In occasione dell'arrivo della Bicistaffetta Nazionale FIAB Verona-Livorno (www.bicistaffetta.it) si svolgerà il convegno "muoversi in bicicletta"
Con Esperti molto autorevoli si parlerà di mobilità dolce e di cicloturismo in momento in cui le soluzioni sul tema del muoversi non possono più essere rimandate.
I dettagli sono nel programma scaricabile cliccando qua sotto:
Programma del convegno "muoversi in bicicletta"
martedì 26 aprile 2011
DOMENICA 8 MAGGIO-BIMBIMBICI E GIORNATA NAZIONALE DELLA BICICLETTA
BIMBIMBICI FIAB + BICINCITTA' UISP
CLICCARE QUI PER IL PROGRAMMA COMPLETO ED I DETTAGLI
venerdì 11 marzo 2011
ANALISI SOMMARIA SULLA MOBILITA’ A LIVORNO CON RIFERIMENTO ALLO SPOSTAMENTO IN BICICLETTA VERSO IL CENTRO
martedì 18 gennaio 2011
Lettera pubblicata (in forma ridotta) nel Tirreno del 15 gennaio
Il giorno 6 gennaio Il quotidiano il tirreno ha pubblicato una mia lettera aperta nella quale, a proposito di mobilità, si esortava a camminare e pedalare di più ricordando quanto fosse semplice, efficace e salutare farlo in una città piccola e pianeggiante come questa.
Seguendo le discussioni di questi giorni a proposito del nuovo piano della mobilità, mi sono convinto di quanto fosse opportuno tornare su questi argomenti.
La strada che L'amministrazione Comunale sta intraprendendo sembra essere, a mio giudizio, promettente. La discussione pubblica, però, non potrà focalizzarsi solo su specifici punti, bensì dovrà estendersi al livello dell'intero piano per la mobilità, unitamente ed in sintonia con il piano regolatore, cioè con gli obiettivi condivisi di sviluppo sostenibile della città, dal punto di vista sociale, economico e della qualità del vivere.
Ha poco senso discutere di un parcheggio in più e di una strada in meno se non inquadriamo l'intervento dentro un piano organico esteso a tutta la città (PUM).
Qualsiasi moderno progetto per la mobilità parte da un presupposto: fino a 2 Km si va a piedi e fino a 5Km si va in bicicletta. Senza questa presa di coscienza nessun intervento può funzionare perchè, appare ovvio, non si possono avere parcheggi sotto ogni utenza, autobus che si fermano ogni 200 m, traffico privato senza limitazioni e, nello stesso tempo, avere spostamenti fluidi e veloci, aria pulita, poco rumore, e sicurezza per tutti. Una parte di strada la dobbiamo fare con le nostre gambe.
Giusto per fare un esempio possiamo parlare dei parcheggi che già esistono, e che andrebbero potenziati, collocati tra il ponte Santa Trinità e l'area portuale al limitare del terminal marittimo. La distanza con piazza Grande, baricentro del centro storico, è pari a 700 m, troppi? Se fatti a piedi comportano meno di 10 minuti di consumo di suole!
E' un fatto però che la loro semplice esistenza non ne faccia un elemento propulsivo per la mobilità, perchè? Solo in parte questo dipende dalla nostra pigrizia e dalla nostra errata percezione delle distanze, molto invece dall'organizzazione della città attorno a questo possibile nodo urbano. Ecco che diventa strategico il rapporto della città con le sue aree portuali (troppo trascurato in tutti i piani fini qui visti), il buon disegno dei percorsi pedonali da e per il parcheggio, e, ovviamente, l'ottimo studio dell' intermodalità, senza che si dimentichi alcun mezzo propulsivo e favorendo quelli a maggior sostenibilità, e basso costo, come i piedi e i pedali.
Se piazziamo un parcheggio in un qualsiasi punto della città senza che questa azione sia adeguatamente studiata all'interno di un piano generale che comprenda tutti gli aspetti della mobilità e dell' urbanistica combiniamo un pasticcio che solo la fortuna potrà evitare diventi un disastro.
Come secondo esempio non si può non accennare agli interventi previsti su via e piazza Grande. Se il presupposto è che così come sono le cose non vanno e che occorra rendere più attraente, vivibile, e quindi vissuta, sia la strada che la piazza, la logica ed inevitabile conseguenza è che si debbano ridurre auto, bus e ciclomotori. Questa considerazione porta come corollario che il traffico si sposti, in una qualche misura e in qualche modo, sull'anello del pentagono, fossi compresi, rendendo, forse, inevitabile l'attraversamento di piazza Cavour. Questa azione, come quella di piazzare un parcheggio, deve essere inquadrata in campo largo per poterne studiare gli effetti, su ogni aspetto e su ogni scala; In modo che insieme al locale svolgersi dei movimenti di mezzi si possa inserire nell'equazione tutto il traffico cittadino e, soprattutto, si possa ben disegnare la città, iaffinchè le sue strade e le sue piazze si possano riempire di gente. E' la gente che fa bella una città (e soddisfatti i commercianti) non le auto.
Gli strumenti e le tecniche di pianificazione e progettazione per fare bene ci sono, e sono anche ben maneggiate dai nostri tecnici, esterni ed interni alle amministrazioni.
E' inaccettabile che la discussione sul futuro della città sia banalizzata nei termini di “motorini si motorini no” o “piazza Cavour si o no”, riappropriarci della nostra città ed aiutare gli amministratori a guidarla meglio è possibile soltanto se come comunità sappiamo esprimere, oltre che una certa intelligenza collettiva, anche la capacità di percepire una direzione comune verso la quale andare. La prossima revisione degli strumenti urbanistici è una occasione da non sprecare.
Luca Difonzo



