La bicicletta ...

"La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare diciotto al posto di un auto, se ne possono spostare trenta nello spazio divorato da un unica vettura. Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un ora, ci vogliono dodici corsie se si ricorre alle automobili e solo due se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta"
Ivan Illich "elogio della bicicletta"

mercoledì 25 maggio 2022

DOMENICA 29 MAGGIO - VILLA MAUROGORDATO - I SUONI DELLA NATURA


Domenica 29 Maggio, all'interno del Festival "Livorno al Centro", il parco di Villa Maurogordato sarà il teatro dei "I SUONI DELLA NATURA": istallazioni sonore, un PIC NIC in bianco, Yoga, Green Terapy , performances di  Dog Agility, giochi all'aria aperta e un concerto a chiudere. DALLE 11.00 ALLE 20.00

FIAB LIVORNO vi invita a raggiungere il parco in bicicletta approfittando anche dell'area parcheggio bici predisposta dagli organizzatori.

Di seguito tre percorsi consigliati per raggiungere villa Maurogordato. Il primo con partenza da Villa Fabbricotti il secondo con partenza dalla Rotonda di Ardenza, il terzo con partenza da piazza del Municipio. Provateli faranno ancora più speciale la vostra giornata. Percorsi adatti a tutti con un breve salita finale che in alcuni casi può richiedere una bicicletta dotata di cambio. Indossate il casco e pedalate con prudenza,

lunedì 11 aprile 2022

TORNA LA CICLOVELA!


Sabato 30 Aprile torna la
#CICLOVELA , il tradizionale evento legato alla Settimana Velica Internazionale • Accademia Navale • Città di Livorno.
Pedaleremo lungo i Campi di Regata accompagnati dalle guide dell' Accademia Navale sostando, per una visita, all'interno della stessa Accademia.
Il ritrovo è alle ore 10.30 di sabato 30 aprile all'Andana degli Anelli (o piazza dell'Arsenale), molo Mediceo Livornese.
Percorso adatto a tutti e partecipazione libera e gratuita senza necessità di iscrizione.
Durata 2 h c.ca

martedì 7 dicembre 2021

Diventa SOCIO FIAB 2022. Andiamo oltre, insieme



Usare la bicicletta implica città più vivibili, con meno inquinamento e più sicurezza, e un turismo sostenibile che non pesa sul territorio.
Diventando socio FIAB puoi alimentare questo circolo virtuoso.


I vantaggi di associarsi

ASSICURAZIONE RC
Avrai diritto all’assicurazione per danni a terzi provocati in bicicletta in tutta Europa.

VIAGGI E GITE
Potrai partecipare ai viaggi in bicicletta e alle gite FIAB e conoscere nuovi amici e amiche; tieni d’occhio Andiamo in Bici con il Calendario Nazionale

SCONTI
Potrai usufruire di sconti su tantissime attività: strutture ricettive, negozi di bici, musei, compagnie di trasporto e tour operator: consultali tutti e approfittane!

RIVISTA BC
Riceverai ogni due mesi a casa la “Rivista BC“, il principale magazine cartaceo in Italia sui temi del ciclismo urbano e del cicloturismo.

domenica 24 ottobre 2021

IL DIRITTO ALLA DISTRAZIONE ALLA GUIDA NON ESISTE

Al centro del dibattito locale tornano le corsie ciclabili dopo un servizio di Striscia la Notizia

La distrazione alla guida è la principale causa di scontri stradali anche mortali.
Il servizio di Striscia la Notizia ironizza sulla corsia ciclabile livornese perché realizzata in parte lungo ai parcheggi auto: se l’automobilista apre la portiera o esce dal parcheggio colpisce il ciclista, quindi la corsia non è sicura.
L’attenzione e la distrazione in strada equivalgono alla vita o alla morte. La distrazione alla guida non si può legittimare.
 

Il 21 ottobre Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio sulle corsie ciclabili livornesi
Le corsie ciclabili sono state introdotte recentemente dal Codice della Strada che ha recepito un dispositivo già funzionante da molti anni nella maggior parte dei paesi europei (in Germania da più di 20 anni). Si tratta di una segnalazione orizzontale realizzata con strisce bianche e pittogrammi che indica la porzione di carreggiata dove possono passare i ciclisti, senza assegnare loro l’uso esclusivo poiché, sempre secondo il codice, le auto le possono temporaneamente invadere quando il ciclista non c’è. Sono quindi radicalmente diverse dalle piste ciclabili che, invece, sono di uso esclusivo del ciclista. E’ quindi ovvio che una corsia ciclabile sia meno sicura di una pista ciclabile. Perché allora il legislatore le ha introdotte? Il motivo principale è che, pur con i limiti appena descritti, segnalano che in strada ci sono anche i ciclisti aumentando il livello di attenzione dell’automobilista. L’attenzione e la distrazione in strada equivalgono alla vita o alla morte.
La distrazione (si vedano ad esempio i rapporti ACI Istat) è la principale causa degli scontri stradali. Il servizio di Striscia la Notizia ironizza sulla corsia ciclabile livornese perché realizzata in parte lungo ai parcheggi auto: se l’automobilista apre la portiera o esce dal parcheggio colpisce il ciclista. Ergo la corsia non è sicura. Sostenere certe tesi è quanto meno irresponsabile. Nessuno alla guida può distrarsi, ci sia o meno una corsia ciclabile. Non si può aprire lo sportello e non si può uscire da un parcheggio senza essere sicuri che nessuno stia sopraggiungendo, che ci sia o meno una corsia ciclabile. Cosa vorrebbe farci credere Striscia la Notizia? Che il ciclista è più sicuro senza la corsia ciclabile mentre passa accanto alle auto in sosta? Non scherziamo. Esattamente dove sarebbe l’ironia quando si sta parlando di una delle prime cause di morte e invalidità del nostro paese?
Le strade e le piazze delle nostre città sono occupate e sfregiate dalle auto da almeno 70 anni e i pedoni e i ciclisti occupano una spazio residuale insufficiente ad assicurare la loro sicurezza minima indispensabile. Ogni volta che un amministratore, di qualsiasi colore esso sia, cerca di sottrarre un piccolo spazio alle auto, per allargare un marciapiede, fare una ciclabile, rendere sicura una scuola, saltano fuori piccoli gruppi di cittadini rumorosi e poco informati che si infiammano sdegnati per il sopruso mentre i giornalisti rilanciano queste sgangherate proteste credendo di aumentare visibilità o cuoricini sui post.
E’ paradossale che un programma giornalistico nazionale prenda la bandiera del difensore della sicurezza dei ciclisti sostenendo che una corsia ciclabile non è a prova di distrazione di un’autista. Il diritto alla distrazione alla guida non esiste. Distrarsi alla guida è un reato. Se striscia la notizia tiene alla sicurezza dei ciclisti racconti invece delle ciclabili e delle corsie che non ci sono, delle aree pedonali che mancano, della velocità troppo elevata di auto e scooter.
Che i giornalisti raccontino di un vero diritto negato: quello di muoversi. Racconti dell’impossibilità per un bambino di andare a scuola da solo, di un lavoratore di andare al lavoro in bici e di tutti ad andare in qualsiasi luogo in sicurezza.
FIAB da moltissimi anni sollecita i decisori pubblici affinché pongano rimedio ad una situazione che con la pandemia è diventata ancora più grave e intollerabile. Che il giornalismo si occupi seriamente della grave assenza di infrastrutture inclusive e di soluzioni efficaci per tutti i cittadini invece che continuare a chiamare gli scontri stradali “incidenti” o, peggio, far credere che una distrazione alla guida sia legittima. La distrazione alla guida è un reato.
Chi ha sollecitato l’intervento di striscia la notizia evidentemente non ha ben chiaro quali sono le priorità per la sicurezza del ciclista, siamo ben lieti di mostrarle anche a lui/lei, è un quarto di secolo che lo facciamo.

mercoledì 19 maggio 2021

Da Livorno a Pisa in Bicicletta - pedalata sulla Ciclovia Tirrenica

Programma:

09:00 per chi parte da Pisa: ritrovo alla stazione Centrale di Pisa

09:30 per chi parte da Livorno: ritrovo in Piazza del Luogo Pio (registrazione e tesseramento)

10:30 partenza per Marina di Pisa con sosta per pranzo al sacco (20km)
15:00 partenza per Pisa. Passeremo dal nuovo tratto di Ciclovia dell’Arno (15km)

16:30 arrivo alla stazione Centrale di Pisa e rientro con il treno (per i livornesi)

La pedalata è riservata ai soli soci FIAB che, dato l'attuale stato di emergenza sanitaria, sono chiamati al rispetto di alcune norme specifiche elencate nel seguente documento di prevenzione. Sarà inoltre necessario, prima della partenza, firmare una autocertificazione che impegna al rispetto delle prescrizioni di sicurezza imposte dalla situazione sanitaria e attesta le proprie condizioni fisiche.
Da qui potete scaricare il volantino dell'evento.

Per l'occasione sarà possibile associarsi prima della partenza a prezzi scontati.


giovedì 25 giugno 2020

28 GIUGNO PEDALATA IN GIALLO

Domanica 28 Giugno, approfittando del lungomare pedonalizzato della #domenicainbici promossa dal Comune di Livorno , il Coordinamento Mobilità Sostenibile, del quale Fiab Livorno fa parte,  invita i cittadini a partecipare ad una pedalata con musica. Bastano una bici e qualcosa di giallo.
RITROVO ORE 10 GAZEBO TERRAZZA MASCAGNI
Il Coordinamento promuove l'iniziativa della Consulta di Bologna #andràtuttinbici per favorire l'uso della bici negli spostamenti quotidiani come mezzo sicuro e sostenibile.

L'evento e la campagna #andràtuttinbici  sono organizzati anche grazie al contributo di: Ardenza Bike, Plebe srl, Bici All'origine, Bike Store, TuttoBike

La pedalata sarà festosa, ma avrà anche alcuni momenti di raccoglimento, per ricordare le vittime della strada, e di riflessione per sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni al problema della mobilità per i disabili permanenti/temporanei.

Evento gratuito a partecipazione spontanea. Gli organizzatori si sollevano da responsabilità civili o penali in caso di infortuni o incidenti durante il percorso. I partecipanti sono tenuti a rispettare le norme di prevenzione COVID-19 così come previsto dalle normative.

giovedì 7 maggio 2020

COME E' BELLA LIVORNO ALLEGGERITA DALLE AUTO. E' C'E' PIU' SICUREZZA A PIEDI E IN BICICLETTA.


Di Luca Difonzo. Pubblicato sul quotidiano IL TIRRENO di oggi.

Sfiniti da due mesi di quarantena appena è stato possibile abbiamo indossato le nostre mascherine e siamo corsi fuori dalle nostre case. Con le auto ancora in Lockdown eravamo tutti a piedi o in sella alla nostra in bicicletta. Così, almeno nei giorni di Festa, abbiamo potuto apprezzare la straordinaria bellezza della città alleggerita da auto e motorini in movimento. Prova ne è il grande successo ottenuto del referendum promosso dal Tirreno per la pedonalizzazione del lungomare Livornese. Ecco che, magicamente, i marciapiedi ci sono apparsi troppo stretti e le piste ciclabili inconsistenti. Abbiamo scoperto che tutto sommato la città non è così grande e che, anche se arrugginiti da troppo divano, la si può attraversare sia a piedi che in sella ad una bici, in poco tempo, meno che con l’auto, sempre in coda ed in cerca di parcheggio.  Ci siamo purtroppo anche accorti che i disabili sono e rimangono in quarantena da sempre perché per loro è impossibile spostarsi in questi angusti e malmessi spazi pieni di automobili e gradini.
Stiamo combattendo e vincendo una gravissima crisi sanitaria che ha colpito il nostro paese più degli altri. La stiamo superando grazie al fatto che siamo più disciplinati di quanto ci dipingono, che siamo addirittura disposti a mettere da parte le nostre libertà personali pur di fare squadra. Non siamo svizzeri, siamo meglio degli svizzeri.
Non è colpa nostra se non ci avevano spiegato un'altra gravissima crisi sanitaria che da decenni fa un numero spropositato di vittime. In Italia sono infatti 250.000 all’anno i feriti in incidenti stradali e circa 3.400 i morti che si sommano ai 56.000 i decessi causati dall’inquinamento. Le città, ovviamente, concentrano l’80 % di questi numeri. A Livorno sono otto le vittime per “incidenti” stradali ogni anno. Che poi l’inquinamento sia una concausa del diffondersi di un virus come il Covid 19 questo ormai lo sanno tutti.
Poche campagne sono state fatte per raccontare questa tragedia e poche misure, fino adesso, sono state prese. Eppure se ce le l’avessero detto ci saremmo comportanti esattamente come ci siamo comportati con l’epidemia di coronavirus: saremmo stati responsabili e avremmo evitato di piangere tutti questi morti.
Non lo sapevamo che fare spostamenti non strettamente necessari con un’auto o un motorino in città è così dannatamente e inutilmente pericoloso? Eppure a pensarci bene qualche indizio l’avevamo: chi di noi non conosce personalmente qualcuno che abbia avuto un grave “incidente” stradale? Che dire dei tragici report annuali realizzati dall’ ACI insieme all’Istat da quasi trent’anni? Forse non li abbiamo compresi?
Dobbiamo forse credere a un ridicolo complotto ordito da poteri occulti per nasconderci che quasi la metà degli spostamenti in città sono più brevi di tre km e che per coprirli sono sufficienti 10 minuti e una bicicletta? E’proprio durante questi spostamenti che avvengono gran parte degli incidenti gravi causati da motorini e auto. Certo non tutti possono camminare e pedalare: qualcuno trasporta pesanti attrezzi da lavoro, altri consegnano pacchi, taluni sono troppo fragili per farlo. Se però ce l’avessero raccontata chiaramente avremmo evitato di ingolfare inutilmente le strade e avremmo fatto più spazio a queste categorie che dell’auto non possono fare a meno. Siamo stati capaci di non muoverci da casa per due mesi, giocando a tombola dalla finestra per passare il tempo e pensate che saremmo stati così inetti da non comprendere l’urgenza di giungere subito alla soluzione?
E’ indispensabile che i cittadini abbiano l’opportunità di poter usare il proprio corpo per spostarsi, anche perché purtroppo è in corso un’altra grave emergenza sanitaria: in Italia 88.000 persone ogni anno muoiono perché non fanno abbastanza esercizio fisico, non ce n’é mai il tempo in questa benedetta frenetica vita. Fateci muovere pedalando e camminando in sicurezza così faremo esercizio spostandoci, che ci vuole. Perché si continua a dire che noi Italiani non siamo come gli olandesi? Noi siamo meglio degli olandesi!
Dopo un intero secolo dedicato a disegnare città a misura di auto, ci siamo accorti di aver sbagliato. Ci voleva una Pandemia per risvegliarci? Decenni a cercare di infilare auto ovunque, anche negli interstizi urbani più fantasiosi, sottraendo spazio pubblico a tutto e a tutti, per primi ai nostri figli, calpestando monumenti e danneggiando il turismo, impedendo ai disabili di spostarsi, e a tutti gli altri di muoversi con efficienza.  Andavamo più veloci al tempo delle carrozze a cavallo.  Perché? Ma è naturale: perché era necessario venderci quelle costosissime auto che poi lasciamo ferme in sosta per il 95% della loro vita. Ciascuno è libero di possedere quante auto vuole, basta che poi non pretenda di lasciarle tutte in strada. La strada appartiene alle persone.
L’auto è un oggetto straordinario, una formidabile produzione di ingegno che impregna la nostra cultura e ne subiamo comprensibilmente il fascino. L’auto è come il martello: una incredibile invenzione (provate a battere un chiodo senza) ma se usata a sproposito può massacrarci le dita. Con le auto facciamo così: continuiamo a massacrarci le dita. Solo che le dita nel caso delle auto (e dei motorini) contano centinaia di migliaia di vittime ed il 6% del PIL ogni anno. Non possiamo più rimandare, dobbiamo imparare ad usare il martello.
L’occasione, tristemente, arriva adesso con le cosiddette fasi 2 e 3 della pandemia. Durante il Lockdown abbiamo misurato i livelli di inquinamento solitamente emessi da auto e motorini trovandoli ridotti alla metà e il numero di quelli che continuiamo a chiamare “incidenti” stradali, ridotti addirittura del 70%. La paura di un riversarsi indiscriminato delle auto e dei motorini sulle strade cittadine, amplificata dalla impossibilità di usare i mezzi pubblici a causa del necessario distanziamento sociale, ha finalmente sollecitato molti nostri amministratori, nel Parlamento e nei Comuni, a realizzare in fretta strategie per risolvere il grave problema del martello usato a sproposito.
Milano, Bologna, Torino, Firenze, solo per citare alcune città, si stanno muovendo in questo senso: Incentivare con decisione i cittadini a sostituire gli inutili spostamenti in auto e motorino con spostamenti a piedi e in bicicletta.
Leggendo le dichiarazioni della nostra Assessora Giovanna Cepparello sembra che a Livorno si voglia seguire la medesima strada. E’ necessario “ripensare alcuni aspetti legati al nostro stile di vita”, così si appella Giovanna Cepparello ai Cittadini. Molto bene ma è necessario agire in fretta, sia comunicando che realizzando le infrastrutture necessarie.
Sono sicuro che, se adeguatamente informati, i cittadini che dovranno modificare le proprie abitudini non percepiranno alcuna limitazione alla propria libertà bensì una esaltazione della libertà di tutti. Esattamente come quando ritenemmo necessario mettere sugli autobus cartelli con scritto “vietato sputare” e, anni dopo nei cinema, cartelli che recitavano “vietato fumare”, una insignificante e solo apparente limitazione della libertà di alcuni a vantaggio della libertà di tutti. Ne siamo capaci, non se ne dubiti, il nostro rigoroso comportamento durante la pandemia ne è la prova!